Largo Castello – Largo San Nicola – Corso Vittorio Emanuele
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Largo Castello – Largo San Nicola – Corso Vittorio Emanuele

Agosto 6 @ 20:30 - 21:00

Gratuito

0re 20:30

Musica itinerante con la
Scuola di
Tarantella Montemaranese

Ad una prima e superficiale lettura l’esistenza di una Scuola di Tarantella
Montemaranese potrebbe sembrare quasi una contraddizione: da una lato
l’indicazione di un “oggetto” di natura squisitamente folklorica, che ha tra le
sue caratteristiche la trasmissione delle competenze per le vie tradizionali
della acculturazione attraverso l’apprendistato, e, dall’altro, il nominare un
Istituto, come la scuola, che direi per definizione appartiene ad altre logiche di
trasmissione della competenza, piu’ connesse ad una societa’ egemonica che
subalterna (si pensi ad esempio alla dinamica relazione professore/studente).

Questa constatazione potrebbe infatti suscitare la domanda: come si puo
insegnare qualcosa che va innanzitutto vissuto, partecipato, respirato,
osservato (cioe’ tutte azioni che richiedono il sentire sul piano emotivo)?
Come si fa ad incasellare questi piani in “lezioni” o “workshop”, che
inevitabilmente rimandano ad azioni sul piano razionale, come
l’apprendimento di una tecnica, che e’ si importante ma certo non fondamentale?

Ed e’ proprio qui che personalmente ritengo vengano superate queste
distanze. L’operato della Scuola di Tarantella Montemaranese non va
assolutamente immaginato come la trasmissione di un sapere tecnico, nello
specifico il saper ballare (la qual cosa avviene, come effetto, e che
certamente non e’ la ragione prima) ma come la comunicazione di un sentire,
di un appartenere e, in fondo, di un gioire che viene messo a disposizione su
un piano sovralocale, com’e giusto che sia in una logica che si allontana da
un pericoloso localismo per abbracciare quelle dinamiche che inseriscono le
qualita’ del locale in un’ottica globale.

Qui la trasmissione avviene non solo attraverso lo sguardo, strumento fondamentale
dell’apprendistato, ma anche e soprattutto attraverso l’empatia, che rimanda ad uno
dei tratti fondamentali della tarantella, vale a dire l’essere un momento di coesione e
di identita’ di un gruppo sociale e al tempo stesso un momento di apertura e di
comunicazione verso un esterno da coinvolgere.
“Augusto Ferraiuolo – Docente di antropologia alla Boston University“.

 

0re 21:30

Proiezione speciale di CHI RUBA DONNE
Documentario di Maurizio Sciarra 
con Eugenio Bennato e i Cantori di Carpino

in collaborazione con
MAD – Memorie Audiovisive della Daunia

Chi Ruba DonneAndrea ha 89 anni, Antonio 80 e il più giovane, Antonio, 78.
Tre cantanti di Carpino in provincia di Foggia. Tutti e tre lavorano nei campi e
pascolano il bestiame, ma si sono sempre considerati dei cantanti di
serenate, hanno composto e cantato sonetti che, secondo loro, “fanno innamorare”.

Il caso vuole che un giovane musicista di successo, Eugenio Bennato, senta un vecchio nastro registrato
da un antropologo: “soltanto pochi secondi di una strana danza, e la voce di un vecchio,
che spiccava col ritmo straordinario del suo dialetto.

È stata la rivelazione di un mistero italiano: il paesaggio assolato e “perduto” del nostro Sud.
Una tarantella solenne e disperata che non aveva niente a che fare con la solita
oleografia del folklore del Sud e di Napoli.
Erano i cantanti di Carpino quello che stavo ascoltando.”
Chi ruba donna racconta la storia di tre vecchi cantanti, e di come Eugenio Bennato
li abbia scoperti e abbia deciso di suonare con loro.

E nel centro del film s’intreccia un’altra storia: quella di tre teenager di Carpino che sciolgono
il loro gruppo di punk-rock per seguire i tre cantanti, attratti dalla forza pura della tarantella.
Eccoli imparare la vecchia canzone.
Un giorno saranno i cantanti di Carpino. Senza pretese o intellettualismi, i tre ragazzi
disoccupati hanno riscoperto il significato della tarantella, l’antico ritmo nato come una
danza che guarisce attraverso l’estasi.
“È più forte di qualsiasi altra cosa, ti ipnotizza, ti cura”, dicono loro.

Il documentario “Chi ruba donne”, girato interamente sul Gargano, verrà riproposto il 6 Agosto
durante il Carpino in Folk in una versione ridigitalizzata a cura di
MAD – Memorie Audiovisive della Daunia.

Saranno presenti il regista Maurizio Sciarra, il regista e produttore Luciano Toriello
di MAD – Memorie Audiovisive della Daunia, I Cantori di Carpini e tanti altri ospiti.

 

Ore 22:30

INTERVENTI MUSICALI
I Cantori di Carpino e Scuola di Tarantella Montemaranese

 

Luogo

Centro Storico – Largo Castello – Largo San Nicola – Corso Vittorio Emanuele
Centro Storico - Largo Castello - Largo San Nicola - Corso Vittorio Emanuele
Carpino, Italia

Organizzatore

Carpino in Folk